TAKING TOO LONG?
CLICK/TAP HERE TO CLOSE LOADING SCREEN.

È italiano il più giovane regista di cerimonie olimpiche

Simone Ferrari ha diretto lo spettacolo di chiusura dei Giochi d’Asia ad Ashgabat, in Turkmenistan. Ha appena compiuto 30 anni

Simone-Ferrari-BWS

Per mesi Simone Ferrari ha assistito allo spettacolo che stava creando chiuso nella sua cabina di regia. Attraverso cuffie e microfono ha impartito gli ordini per dirigere i duemila membri del cast della cerimonia di chiusura dei Giochi d’Asia 2017 ad Ashgabat, in Turkmenistan, e affinare lo spettacolo che avrebbe concluso il grande evento sportivo. D’altronde, complice il calendario dei giochi, Ferrari e il suo staff sono potuti entrare nello stadio dove si sarebbe svolto lo show solo a una settimana dalla messa in scena. Lo scorso 25 settembre, il giorno della prova generale, però, il direttore creativo ha fatto uno strappo al protocollo. Quella mattina nella sua casella email è arrivato il messaggio di un collega: “Fatti un regalo: togliti le cuffie e mettiti nel pubblico”. Ferrari ha ascoltato il consiglio. Seduto sugli spalti dello nuovo stadio olimpico di Ashgabat, ha assistito allo show con la sparuta compagnia dei colleghi, dei genitori e della sua compagna, braccio destro della regia.

È stato emozionante”, ricorda. Quel giorno festeggiava i trent’anni.

Simone Ferrari, originario di Milano, è  il più giovane direttore artistico in Italia ad avere realizzato una cerimonia olimpica. Ha varcato la soglia dei trent’anni a poche ore da uno spettacolo a cui la sua squadra lavora dal 2014. “È stato il mio primo stadio da solo”, chiosa. I Giochi d’Asia sono le Olimpiadi d’Oriente e quest’anno si sono svolti in Turkmenistan le competizioni indoor e di arti marziali.

Come l’evento dei cinque cerchi, si svolgono ogni quattro anni e sono aperte e chiuse da show spettacolari. La regia di quelle di Ashgabat è stata vinta dalla Balich Worldwide shows (Bws) di Marco Balich. La società di Milano ha inventato l’apertura dei giochi olimpici di Torino nel 2006, di Rio e di Sochi. Balich è stato il direttore artistico del Padiglione Italia all’Esposizione universale di Milano del 2015 e sua è l’idea dell’Albero della vita e del suo spettacolo di luci e suoni.

La cerimonia di chiusura dei Giochi d'Asia indoor ad Ashgabat (foto: Balich Worldwide Shows)La cerimonia di chiusura dei Giochi d’Asia indoor ad Ashgabat (foto: Balich Worldwide Shows)

Ferrari lavora alla Bws dal 2013 e oggi è a capo del dipartimento creativo. “Ho un passato da batterista, ho trascorso anni a suonare tra il liceo e dopo. Ma a un certo punto non era più abbastanza, mi ero innamorato del physical theatre”, racconta. Recitare senza parlare. Ferrari lo impara alla scuola del Teatro Arsenale di Milano, nelle classi diretti dal giapponese Kuniaki Ida, maestro del teatro senza la parola. È un insegnamento che è tornato utile a Ferrari quando è approdato in Bws, dopo aver peregrinato nell’organizzazione di questi grandi spettacoli tra Italia, Canada e Stati Uniti. “Quello che noi facciamo è emozionare. E si sa che il linguaggio emotivo è uno dei più complessi”, spiega Ferrari.

Le cerimonie olimpiche hanno un vocabolario proprio e regole ferree. “Sono la vetrina di un Paese per farsi conoscere all’estero e devono dare un messaggio. Inoltre devi rappresentare gli sport, parlare degli atleti e di diverse nazioni. Da straniero sei agevolato, perché un aspetto della cultura che ti colpisce molto probabilmente interesserà anche il pubblico”, racconta Ferrari. Il direttore artistico, ad esempio, è rimasto impressionato dal ritmo travolgente del kushdepti, la danza tradizionale del Turkmenistan. Per questo l’ha messa in apertura dello show, facendo ballare decine di ballerini intorno a una yurta di 30 metri di diametro. “Ho provato a trasmettere l’energia che mi hanno trasmesso il cast e i coreografi locali. Come se volessero dire: io esisto”, dice Ferrari.

La cerimonia di chiusura dei Giochi d'Asia indoor ad Ashgabat (foto: Balich Worldwide Shows)La cerimonia di chiusura dei Giochi d’Asia indoor ad Ashgabat (foto: Balich Worldwide Shows)

Alla cerimonia di chiusura hanno assistito oltre 40mila persone. Il direttore artistico ha fatto librare una mongolfiera sullo stadio con a bordo dei bambini, per “raccontare il Paese con gli occhi dei giovani”, rievoca. Poi è passato alla celebrazione degli sport “come arte”. “Ho raccontato le discipline dei giochi in un passo a due all’interno di uno stadio per tre minuti. Un tempo infinito per il nostro settore”, aggiunge. La corsa dei ciclisti intorno a un anello illuminato da colori brillanti ricordava l’inseguimento delle moto virtuali di Tron. In totale Ferrari ha diretto un cast di duemila volontari e artisti professionisti da tutto il mondo, per un’ora complessiva di spettacolo. La scrittura è iniziata anni fa, dopo l’assegnazione della gara per le cerimonie nel 2014. Ma quando dieci giorni prima della messa in scena lo staff di Bws è entrato nello stadio e ha visto dal vivo il risultato, sono scattate correzioni e cambiamenti. “È come se lo spettacolo si imbizzarrisse e lo devi riportare alla calma. È la parte più bella”, spiega Ferrari, che in quei giorni dormiva in media tre ore al giorno.

L’industria dei grandi spettacoli dal vivo non è particolarmente sviluppata in Italia, nonostante la Ernst & Young abbia calcolato che la cultura del Belpaese abbia generato nel 2016 47,9 miliardi di euro, quasi il 3% del prodotto interno lordo. “Questo è un mondo molto anglosassone. In Italia siamo animali rari. Alcuni ci considerano troppo vicini alla pubblicità. Altri pensano di non poter organizzare spettacoli così grandi”, osserva il professionista. E aggiunge: “Fatichiamo a trovare tanta gente brava e fatichiamo a trovarla della mia età”. L’Italia paga lo scotto di una minor intraprendenza nel segmento delle arti performative, di cui i grandi show come le cerimonie delle Olimpiadi sono il corollario d’impatto più popolare. “Nel mondo l’industria degli spettacoli cresce di anno e in anno, la comunicazione è sempre più live. Ci sono opportunità di crescita enorme e di lavoro. Spero che in futuro in Italia ci siano altre cinque società come la nostra, perché il mercato crescerebbe per tutti”, osserva Ferrari.

La cerimonia di chiusura dei Giochi d'Asia indoor ad Ashgabat (foto: Luca Parisse per Balich Worldwide Shows)La cerimonia di chiusura dei Giochi d’Asia indoor ad Ashgabat (foto: Luca Parisse per Balich Worldwide Shows)

Ma nel futuro digitale avrà ancora senso spendere 50 milioni di euro per organizzare le cerimonie delle Olimpiadi dal vivo o sarà sostituito dalla realtà virtuale? “Io penso che l’impatto di un live tocchi di più, ma va tenuto in considerazione che sarà diffuso su un’altra piattaforma e che l’una amplifica l’altra. Bisogna ragionare su come trasmettere una cerimonia come questa anche su Instagram”, osserva il direttore artistico. Chiusa la missione in Turkmenistan, gli occhi si spostano su Tokyo. Entro fine anno il Giappone svelerà a quale compagnia affiderà gli spettacoli per i giochi del 2020.

 

Fonte:
www.wired.it

Comments are closed