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Il grande cerimoniere marcia sul multimedia

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Marco Balich, l’ideatore dell’Albero dell’Expo, cura le kermesse di apertura dei grandi eventi: dalle Olimpiadi ai concerti dei Pink Floyd o di Vasco. I prossimi traguardi: Tokio 2020 e uno show emozionale.

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Se esiste un campo in cui il made in Italy ha faticato ad affermarsi nel mondo è stato quello dei grandi show dal vivo. “E dire che di qualità e professionalità non ne sono mai mancate. Il problema è che nessuno è stato bravo a valorizzarle. Siamo il paese della creatività, della grande moda, delle archistar, ma nell’intrattenimento abbiamo sempre importato molto ed esportato poco”. Riparare a questo torto per Marco Balich, ideatore dell’Albero della vita e direttore del Padiglione Italia dell’Expo, è diventato presto una missione di vita.

Nel giro di un decennio Balich ha firmato come produttore esecutivo le cerimonie di apertura e chiusura dei giochi di Torino, Sochi e Rio. La sua società, la Balich WorldWide Shows, è ora in gara per quelle di Tokyo 2020. “Se dovessimo vincerla, diventeremmo la prima realtà del settore a livello internazionale”. Classe 1962, veneziano, Balich lascia presto gli studi di giurisprudenza per diventare brand assistance di alcuni dei gruppi rock più celebri degli anni Ottanta. Calca le scene fino al concerto dei Pink Floyd a Venezia del 1989, quello delle polemiche per l’utilizzo di piazza San Marco come arena rock. Inizia quindi a lavorare come produttore di video musicali per i più importanti artisti italiani, da Laura Pausini a Jovanotti, da Ligabue a Zucchero e Vasco Rossi. Tagliato il traguardo dei 300 videoclip, la spinta creativa porta Balich verso altri lidi, prima quelli della produzione televisiva e poi quelli dei grandi eventi. Inventa l’Heineken Jammin’ Festival e porta così in Italia il format dei grandi festival rock.

Nel 2002 si occupa del passaggio della bandiera con i cinque cerchi da Salt Lake a Torino 2006. È l’inizio della carriera olimpica di Balich, del salto nel mercato dei live show complessi e costosi. La Balich WorldWide Shows chiuderà il 2017 con un giro d’affari di 110 milioni, in forte crescita rispetto ai 50 milioni del 2016, e con l’obiettivo di tagliare il traguardo dei 250 milioni entro il 2020. Il numero di dipendenti continua ad aumentare. Balich ha aperto una filiale a Dubai, soprattutto in vista dell’Expo 2020 che si svolgerà nella capitale emiratina. Le commesse arrivano da tutto il mondo, dai ricchi paesi mediorientali e dalle emergenti economie dell’Asia centrale. E presto anche dal mercato cinese. I soldi Balich ha iniziato a guadagnarne tanti sin da giovane “Non sono mai stati però l’obiettivo della mia vita. Alle macchine di lusso ho sempre preferito i quadri di arte contemporanea, i viaggi all’estero, la bellezza delle case italiane. La voglia di rimettermi sempre in discussione è l’unico stimolo che mi spinge ad affrontare nuove sfide”.

L’ultima vedrà presto la luce: un nuovo show multimediale ed emozionale pensato per valorizzare il Giudizio Universale di Michelangelo della Cappella Sistina con un linguaggio adatto ai giovani. Si parte a Roma ma l’obiettivo è di portarlo in tutto il mondo. “D’altronde questa è ormai la mia casa”.

Fonte: Forbes
Autore: Andrea Salvadori

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